Volantino senza data, presumibilmente maggio 1969.
Monthly Archives: Maggio 1969
Raoul Vaneigem – Banalità di base
Pubblicato da De Donato, Bari, maggio 1969. Traduzione di Valerio Fantinel. Fin dalla copertina il cognome è errato ed è scritto Vaneigam.
Questa edizione fu aspramente criticata dall’IS, che guidicava i testi «completamente sfigurati. E se le “traduzioni” deformano deliberatamente, le introduzioni mentono sapendo di mentire.»
La critica a De Donato compare sul n° 1 della Rivista della sezione italiana dell’Internazionale Situazionista: alle pagine 108-109, in calce alla nuova traduzione della prima parte di Banalità di base (pp. 96-108) e alle pagine 116-118 con il titolo “I falsi di De Donato”, che riportiamo in fondo alla pagina.
Indice:
- Banalità di base (tratto da IS n° 7 e 8, 1962-1963)
- Contro l’urbanistica (tratto da IS n° 6, agosto 1961)
- Programma elementare per un’urbanistica unitaria (Raoul Vaneigam [sic!] – Attila Kotanyi (tratto da IS n° 6, agosto 1961)

I falsi di De Donato
Abbiamo già denunciato le due edizioni vergognose di testi situazionisti messe in circolazione del tutto surrettiziamente dall’editore De Donato. Egli non ha mai ricevuto il copyright dalla Casa Editrice francese Buchet-Chastel per La società dello Spettacolo ma, cosa che è più grave, non ha esitato a pubblicare per Banalità di base l’indicazione di una inesistente «proprietà riservata» dell’I.S. Con ciò egli non solo si permette di presentarsi come «l’editore riservato» di questi testi in Italia, ma assume anche l’aria di averli negoziati con noi! Ma ciò in cui i responsabili hanno esagerato e che toglie loro ogni diritto per il passato, per il presente e per il futuro, è il trattamento cui hanno sottoposto questi testi che ne sono usciti completamente sfigurati. E se le «traduzioni» deformano deliberatamente, le introduzioni mentono sapendo di mentire. Non si tratta solo di un imbroglio particolarmente grave, che non rispetta nemmeno le regole commerciali di questo genere di imprese; noi consideriamo che, fra tutte le azioni ostili compiute da piccoli mistificatori pericolosi, questa sia una delle più insidiose, come può esserlo un’operazione semi-riguardosa nei nostri confronti e sostanzialmente falsificatrice. L’I.S. si è trovata spesso nella condizione di doversi difendere dalle distorsioni mediocri delle sue posizioni, compiute sempre in un modo o nell’altro nella ricerca cosciente di un successo di seconda mano, ma non era mai accaduto che venisse usata per una degradazione al livello infimo della mercificazione spettacolare di un «dissenso» a cui noi non riserviamo che violenze. Se ciò è stato possibile due volte, in Italia e nel silenzio, ora riuscirà più difficile.
Queste non sono solo delle precisazioni indispensabili, sono una diffida ai mercanti dell’informazione truccata. Per loro le parole non bastano. Lo sanno bene Valerio Fantinel e l’altro bastardo, autore delle introduzioni. Se avevano lasciato intendere che il «movimento situazionista» era morto e sepolto da tempo, se confidavano che almeno fosse lontano e non li potesse raggiungere, hanno dovuto constatare personalmente la realtà di questi fantasmi. In maggio, qualche giorno dopo l’uscita di Banalità di base, tre situazionisti li hanno affrontati e dissuasi dall’occuparsi ancora dell’I.S. Le poche parole che i due hanno avuto il coraggio di dire sono bastate per accumulare le menzogne, che essi si credevano ancora tenuti a dare sotto forma di spiegazioni. Cambiando menzogna ad ogni momento senza sostenerne nessuna non appena dovevano accorgersi della sua inconsistenza, hanno anche azzardato ingenuamente l’affermazione di aver ricevuto una lettera dagli autori. Ma tutta la loro protervia, che gli lasciava immaginare di poter trattare la cosa con leggerezza pur di avere l’apparenza di salvare la «faccia», ha dovuto cadere di colpo senza alcuna dignità appena sono stati presi alla gola da uno solo di noi. Questi individui incalliti, a cui non fa difetto alcuna arroganza, in realtà tollerano tutto, e per due volte i nostri sputi sulla loro faccia. Indubbiamente questo fatto dà da pensare.
In ogni caso non potranno sperare di archiviare il fatto come uno spiacevole episodio. Pubblichiamo qui la traduzione della lettera inviata a De Donato, il 4 giugno:
Internazionale situazionista all’editore De Donato
De Donato,
Dopo che tre situazionisti italiani, cofirmatari di questa lettera, sono andati a malmenare, il 24 maggio, nei tuoi uffici, i due castrati — se si considera il loro vigore sul piano intellettuale cosi come nel resto — che ti servono da traduttori e introduttori (Fantinel e un altro), devi sapere che l’attenzione dell’Internazionale situazionista è ormai attirata sulle tue mene editoriali in Italia.
Tu hai pubblicato, l’anno scorso, La Société du Spectacle di Guy Debord, in una traduzione già infetta. Ora sei recidivo con uno pseudo-libro attribuito a un certo Vaneigam, nel quale si giunge a riconoscere, malgrado la pioggia di controsensi che si rovescia su ogni pagina, il testo Banalités de base e due altri articoli di Raoul Vaneigem.
Fatto ancora più grave, se ciò è possibile, di questa infame traduzione — che si crederebbe fatta col cazzo, se non si fosse convinti che ti manca anche quello — tu pretendi di aver avuto i diritti di copyright dell’I.S. e di riservarteli per l’Italia. Malgrado la menzogna ripetuta da uno dei tuoi flaccidi impiegati il 24 maggio, tu sai molto bene di non aver né chiesto né ottenuto alcun genere di copyright dell’I.S. D’altronde i testi pubblicati nell’I.S. sono esplicitamente presentati come liberi da qualunque copyright (lasciamo da parte a questo proposito il problema dei tuoi rapporti con l’editore Buchet-Chastel). Ma il fatto che noi lasciamo riprodurre liberamente i testi pubblicati dall’I.S. non vuole affatto dire che un cane di mercante possa sperare di comprometterci, pubblicando una caricatura dei nostri scritti. In più, le tue note introduttive concentrano in poche righe un gran numero di notizie false e di calunnie. Debord non è un «ex-comunista». L’I.S. è stata fondata in Italia nel 1957, ma non a Torino e soprattutto non in occasione di un’esposizione. Noi rinunciamo a enumerarli le altre falsificazioni (ideologia, filosofo…) perché tu sei altrettanto coglione di Fantinel e dunque incapace di capire ciò di cui parliamo.
Tu sei una bella sgualdrina, De Donato. Ma credi di poter continuare le tue falsificazioni nell’impunità? Proprio per niente. Che cosa conti di fare per farti dimenticare? Hai intenzione di lasciare in vendita il falso grossolano attributo a Raoul «Vaneigam»? Come pensi di rettificare le menzogne già pubblicate contro l’I.S. dai tuoi piccoli mantenuti?
Sta’ sicuro che l’organizzazione rivoluzionaria nel cui nome noi parliamo non si abbasserà a muovere contro di te un qualunque procedimento davanti alla giustizia borghese. Ma se tu ora non fai marcia indietro, ne subirai tutte le conseguenze personalmente e fisicamente.
Poiché sappiamo che i tuoi impiegati, di cui hai avuto l’audacia di fare dei «traduttori» dei nostri testi, non capiscono assolutamente il francese, e visto che è per te della massima importanza comprendere subito e bene la nostra lettera, noi uniamo una traduzione italiana esatta.
Per la sezione francese dell’Internazionale situazionista:
Debord, Khayati, Sébastiani, Vaneigem, Viénet
Per la sezione italiana dell’Internazionale situazionista:
Pavan, Salvadori, Sanguinetti
(4 giugno 1969)